Google Tag Manager: cos’è e perché dovresti installarlo nel tuo sito Gestire tutti i Tag del tuo sito Internet è più semplice e intuitivo grazie alla piattaforma gratuita di Google chiamata Tag Manager. Come funziona?

Marco Segatto -

tag manager cos'è

“The world’s most valuable resource is no longer oil, but data.”
The Economist 2017

Una buona parte del lavoro del marketing digitale si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati. Per strutturare una strategia efficace è infatti fondamentale comprendere innanzitutto quali sono i comportamenti del nostro target di riferimento e tenerlo continuamente monitorato. Per fare ciò abbiamo a disposizione alcuni strumenti, come Google Analytics, Google Ads, Facebook PixelHotJar che possono essere integrati nel proprio sito internet.

Qui la domanda sorge spontanea: come possiamo implementare questi strumenti senza modificare ogni volta il codice del sito, in pieno rispetto del GDPR?
Google ha messo a disposizione una piattaforma gratuita che permette di installarli in modo autonomo e veloce: Google Tag Manager. Ma cos’è esattamente?
Per capirlo meglio facciamo un passo indietro.

Dentro i tag si celano delle insidie 💀

Per integrare gli strumenti di analisi e tracciamento nel sito internet vengono utilizzate delle porzioni di codice chiamate Tag, che permettono di:

  • Analizzare il traffico e il comportamento dei visitatori
  • Verificare l’efficacia delle iniziative di marketing calcolando il ROI
  • Creare campagne di Remarketing
  • Migliorare l’usabilità del sito e le conversioni

Codice di un tag:

Tale implementazione però non è sempre agevole o banale, e le difficoltà aumentano di pari passo con:

  • Il numero di siti internet che vuoi monitorare
  • Il numero di tool utilizzati
  • La complessità del tuo sito internet (l’E-Commerce è più complesso di un Blog)

Quali sono le problematiche principali che tale gestione può comportare? Inserire troppi tag potrebbe compromettere la velocità del sito e di conseguenza il posizionamento delle pagine nei motori di ricerca e le conversioni. Tag ridondanti o errati possono inoltre possono falsare le misurazioni degli analytics e portarci a prendere decisione basate su dati scorretti, comportando costi aggiuntivi o una minore efficacia. Infine, l’inserimento di nuovi tag e tool può comportare un aumento dei costi di transazione poiché spesso l’implementazione dei nuovi tag viene affidata dal reparto marketing al responsabile IT.
Ma una soluzione c’è. Per gestire al meglio la molteplicità di tag possiamo utilizzare i cosiddetti Content Management System, i quali fungono da “contenitori” per i molteplici codici che vogliamo inserire nel nostro sito, rendendo il controllo più semplice, autonomo e veloce. Il più famoso e utilizzato è indubbiamente Google Tag Manager, un alleato indispensabile per il marketing digitale.

Google Tag Manager: scopriamo cos’è e come funziona ⚙

Dunque cos’è Google Tag Manager? E come funziona? Come abbiamo detto si tratta di una piattaforma che gestisce contemporaneamente tutti i tag in un unico punto, eliminando la necessità di modificare continuamente il codice del proprio sito. È sufficiente dunque implementarlo attraverso un unico snippet di codice, da inserire una sola volta nelle pagine web. Successivamente tutti gli altri tag vengono attivati attraverso Google Tag Manager, che è già convenzionato con i principali tool di web marketing.
I tag si attivano con i trigger e con le variabili fornite da Google. Ad esempio è possibile generare un evento su Google Analytics quando un visitatore visita una specifica landing page, oppure quando aggiunge al carrello un determinato elemento.
Il servizio offre ulteriori funzionalità che risolvono difficoltà presenti durante l’implementazione manuale dei tag:

  • Modalità anteprima e rilevamento automatico degli errori: permette di testare i nuovi tag prima di inserirli effettivamente nella pagina web. In questo modo si evitano imprecisioni negli analytics e bug nella navigazione dei visitatori.
  • Versioni: Google Tag Manager salva tutte le pubblicazioni di nuovi tag, di conseguenza è possibile ripristinare da backup se si presentano malfunzionamenti.
  • Caricamento dei tag in modo asincrono: Tag Manager non rallenta i tempi di caricamento delle pagine, poiché prima viene caricata la pagina visibile dal navigatore e successivamente i vari tag.

Tag Manager è disponibile al seguente link, l’installazione iniziale richiede pochi minuti. Successivamente dovrai effettuare una migrazione dei tag esistenti dentro Tag Manager. Questo tipo di operazione può richiedere pochi minuti o delle ore (dipende dal numero di tool presenti nel tuo sito internet).

Rispetto della cookie policy e del GDPR con Google Tag Manager

Un ulteriore vantaggio di Google Tag Manager è l’attivazione asincrona dei cookie dopo l’ottenimento del consenso degli utenti. L’attivazione asincrona avviene quando i cookie vengono installati dopo l’accettazione del banner da parte dei visitatori.

La nuova normativa sulla privacy non consente l’installazione di cookie prima di aver ottenuto il consenso dell’utente. Di conseguenza non si può attivare ad esempio il Pixel di Facebook o il remarketing di Google agli utenti che non hanno cliccato “Accetta” nel banner della cookie policy.
Google tag manager permette di “bloccare” i cookie e di attivarli una volta che l’utente ha accettato l’informativa. Per approfondire questa tematica qui c’è una guida che tratta la gestione dei cookie con Iubenda e Google Tag Manager.

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