FabLab – biblioteca tecnologica

Trasformazione Digitale

fablab
If anyone can make anything, anywhere. It fundamentally changes the meaning of business.
– Neil Gershenfeld

Cos’è un FabLab?

Un FabLab (dall’inglese fabrication laboratory) è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitaleUn FabLab è generalmente dotato di una serie di strumenti computerizzati in grado di realizzare, in maniera flessibile e semi-automatica, un’ampia gamma di oggetti. Tra questi vi sono prodotti tecnologici generalmente considerati di appannaggio esclusivo della produzione di massa. (Wikipedia)

L’esperienza maturata in questi anni come “Fabber”, parola ancora sconosciuta ai più, mi ha messo alla prova non solo dal punto di vista tecnico/ scientifico, campo d’azione per me abituale, ma anche nella relazione con le persone. Un pubblico a volte molto vasto che va da bambini/ragazzi curiosi ed entusiasti, fino a persone più mature. Persone che si approcciano alla manifattura 4.0 o più semplicemente alla tecnologia con uno sguardo a volte meravigliato o assolutamente scettico. A tutti do questa risposta: come le biblioteche mettono a disposizione i libri, e quindi la conoscenza, i FabLab mettono a disposizione le macchine e quindi la tecnologia. A prima vista può non sembrare una grossa novità, ma pensando al contesto italiano e anche a quello globale, sorgono spontanee alcune riflessioni. Oggi l’unica opportunità di utilizzare tecnologie come il taglio laser, le stampanti 3D o semplicemente un trapano e degli attrezzi è il garage di casa, se abbiamo dei soldi da investire, altrimenti non resta che rivolgersi alle aziende e agli artigiani che possiedono già tali strumenti. Purtroppo riuscire a trovare un imprenditore che permetta di accedere alle proprie strutture e sia disposto a dedicare del tempo ad insegnare un mestiere o semplicemente come utilizzare una macchina non è affatto scontato. Qui entra in gioco FabLab che risulta un facilitatore: il luogo adatto dove imparare, utilizzare, addirittura costruire le proprie macchine e sviluppare un progetto. Non solo dal punto di vista estetico, ma anche a livello elettrico/elettronico con hardware quali Genuino e Raspberry PI.

Vita da Fabber

Mentre non possono competere con la produzione di massa, e le relative economie di scala, nella produzione di beni di consumo, i FabLab hanno dimostrato grandi potenzialità nel fornire ai loro utenti gli strumenti per realizzare in proprio dispositivi tecnologici. Tali dispositivi possono infatti essere adattati alle esigenze locali o personali in modi tuttora non accessibili alle produzioni su larga scala. (Wikipedia)

Chi si occupa come me di un FabLab, prende il nome di Fabber: siamo delle creature ibride e ci occupiamo a 360° di gestire tutte le attività del laboratorio. Nel nostro lavoro sviluppiamo prototipi e oggetti per i clienti, realizziamo piccole serie produttive per progetti e attività spesso di nicchia. Educhiamo al mondo della tecnologia con corsi ed eventi, crediamo nell’open source e in tutto quello che viene messo a disposizione dalla comunità tecnologica. La nostra formazione può essere la più disparata: ingegneri, designer, architetti, informatici, ecc., ma quello che ci accumuna è la volontà di riscoprire una manualità contaminata in maniera forte dalla tecnologia e dall’innovazione. La nostra attività principale è aiutare e formare i maker, adulti e ragazzi che si iscrivono al FabLab per poter sviluppare da soli o con il nostro aiuto e quello di altri utenti del laboratorio i loro progetti. Tutto questo senza necessariamente il fine di guadagnare o vendere il proprio prodotto, ma solo allo scopo di provare, imparare e anche sbagliare.

I progetti prendono vita

Il concetto di FabLab nasce da un’idea del prof. Neil Gershenfeld del MIT. L’idea è legata ad un laboratorio in grado di collaborare a distanza ed elaborare progetti in forma digitale. (Wikipedia)

Tra i tanti progetti realizzati. Abbiamo stampato insieme ai maker dei ricambi in plastica per elettrodomestici come, ad esempio, una maniglia di un frigorifero, il manico di una macchina del caffè e le maniglie di un armadio. Abbiamo scansionato e ricostruito parti di mobili antichi e statuette in legno. Progettato e realizzato gioielli con tecnologie miste ma soprattutto abbiamo disegnato e costruito lampade da parete, tesi di laurea di designer e nuove stampanti 3D.
In particolare, tra i tanti casi ce n’è uno che mi piace mostrare e presentare in pubblico: è una chitarra che abbiamo realizzato interamente in stampa 3D. Si tratta chiaramente di un progetto open source disegnato con un modellatore solido dall’altra parte dell’oceano e reso disponibile a chiunque, ovunque. Questo è un chiaro esempio di manifattura 4.0 dove un progetto si svincola dal suo iniziale progettista e prende strade nuove e a volte inaspettate. Ho ridisegnato alcune parti della chitarra e adattate ai componenti disponibili sul nostro mercato, ho poi suddiviso il modello in 13 parti e le ho stampate con le macchine e i materiali a disposizione nel nostro laboratorio. Il risultato è una chitarra multi-color e multi-material che si può suonare! Ed è qui che sta la magia: riuscire a raccontare e presentare, davanti ad un pubblico di 40 persone, una chitarra che non è una chitarra, completamente fuori da qualsiasi canone di produzione tradizionale. Non c’è il legno e non c’è un liutaio che l’ha costruita. Ci siamo noi che riusciamo a produrre un suono e che sulle note di “Yesterday” dei Beatles vi invitiamo a venire a scoprire quanto sia bella una melodia eseguita con una chitarra in PLA e ABS (Acido Polilattico e Acrilonitrile Butadiene Stirene)!

DigitalMEET: incubatore di sinergie

FabLAB e Sinesy. Aziende tecnologicamente avanzate e che fanno della loro esperienza un punto di forza. Da due anni collaborano e si presentano sullo stesso palco del DigitalMEET, perché la conoscenza ha un senso solo se condivisa e diffusa. Perché solo attraverso la condivisione è possibile creare nuove sinergie e trovare nuove opportunità per il Nostro futuro, cui attingere ed aspirare per affontare le quotidiane sfide e realizzare progetti inattesi.
Ringraziamo Alberto Mercurio per averci raccontato il suo progetto e per sua la collaborazione.
L’appuntamento è al prossimo anno, con tante idee e spunti per le vostre aziende.

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