La trasformazione digitale dell’apparel sourcing

Chantal Soppelsa -

apparel sourcing

Nuova collezione! … e ci risiamo. È di nuovo quel periodo dell’anno. Valigia fatta, biglietto aereo e hotel prenotati. Fornitori avvisati. Tutto pronto per volare dall’altra parte del mondo e costruire una collezione che segua i trend, ma allo stesso tempo sia creativa e originale.

La frenesia che si respira nel periodo della nuova collezione nell’ufficio stile è impareggiabile. Ogni volta è sempre una sfida! Bisogna capire i trend, cosa potrebbe piacere di più ai clienti, come personalizzare i capi… e come sempre c’è chi dice: “c’è poco tempo”, “bisogna correre!, “non riesco a capire i tuoi appunti!”, “e questa modifica? era pianificata?”. C’è chi parte, c’è chi resta in ufficio.
C’è sempre molto da fare, e poco tempo per concretizzare tutte le idee.

Nel caos dell’apparel sourcing le parole d’ordine sono: collaborazione e organizzazione.

Effettivamente pianificare ogni nuova collezione è un’attività delicata, che richiede un’accurata analisi prima della partenza e un buon lavoro di squadra tra figure come responsabile prodotto, brand manager, sourcer, buyer, stylist…
Non fa differenza l’approccio usato, se di ciclo programmato o del fast fashion, perchè le fasi da seguire sono le stesse ormai da anni:

● Definizione del posizionamento
● Analisi delle tendenze
● Concezione e creazione dei modelli
● Selezione dei tessuti e dei fornitori
● Grafica
● Costruzione della collezione (selezione dei modelli)
● Prototipazione

Si tratta di un processo dinamico, dove la mole di informazioni da gestire a volte è immenso e la collaborazione delle diverse persone in gioco è molto difficile, essendo spesso dislocate in diverse località. Buyer e Sourcer si assentano dall’ufficio per lunghi periodi per visitare fornitori, fiere di settore o assistere alle fashionweek.
In un panorama cosi complesso, la capacità di condividere le informazioni e l’ottimizzazione del tempo fanno fa differenza.

Le marketing technologies a supporto del apparel sourcing

Ancora una volta, la tecnologia diventa un valido alleato per fronteggiare le molte criticità riscontrate nell’odierna attività di apparel sourcing, un processo che richiede sempre più praticità ed immediatezza. Ma come?

Digitalizzazione è la risposta. Infatti, se fin’ora tutte le attività di apparel sourcing sono state per lo più manuali, dislegate e macchinose, con la digitalizzazione dell’intero processo, la raccolta e condivisione delle informazioni diventerà standardizzata, veloce e immediata.

Macchina fotografica, block notes e pesanti valigie possono essere lasciate a casa. Tutte le attività possono essere facilmente gestire da un’unica applicazione per iPad, capace di registrare le foto scattate, annotare le modifiche da effettuare ai capi scelti, creare schede da condividere in real­time con i propri fornitori o con il proprio ufficio stile. A sua volta l’ufficio stile, supportato dal manager dell’applicazione, sarà sempre aggiornato sui progressi delle ricerche dei Buyer e Sourcer, può integrare i dati dei capi selezionati nei PLM ed ERP aziendali, cominciando così a finalizzare la collezione in tempi più brevi, con il minimo sforzo e annullando la possibilità di errori di trascrizione o di incomprensioni in fase d’ordine.

La digitalizzazione dell’ufficio prodotto? Porta guadagno!

Velocità raccolta e condivisione delle informazioni fra i diversi attori in gioco, ottimizzazione dei tempi con conseguente riduzione dei costi, riduzione delle ore uomo per la catalogazione delle informazioni, riduzione degli errori di trascrizione e annullamento delle incomprensioni con fornitori in fase di produzione… sono questi i principali benefici derivanti dall’innovativo processo digitalizzato di apparel sourcing, che permettono a, chi svolge questa attività, di dedicare attenzione e tempo a ciò che veramente conta: il lavoro stesso.

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