Tecnologia mobile: oltre la gabbia del tempo

Carmine Ciringiò -

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Proviamo a immaginare un contesto lavorativo in cui tutto scorre molto velocemente: il livello di stress aumenta continuamente e lavorare in un ufficio risulta sempre più simile a combattere in una gabbia fatta di mura e impegni che si sovrappongono. Niente sembra rallentare, tutto dev’essere fatto nel modo più performante possibile, sacrificando sempre più la possibilità di fermarsi a pensare ed essere spontanei e creativi. Devi essere rapido, ma preciso, dare risultati formidabili in poco tempo, perché le logiche del mercato sono ormai queste: “stai al passo o cadi”.

In sostanza stiamo figurando lo scenario che molte aziende e rispettivi dipendenti affrontano quotidianamente, o meglio un problema a cui molti manager cercano di trovare una soluzione soddisfacente.

Una strada praticabile si affida alla tecnologia mobile che pare avere un forte impatto sulle performance aziendali e sulla soddisfazione dei dipendenti. Tutto parte da alcune domande: “Come può incidere l’utilizzo del mobile durante l’attività lavorativa? Permettere ai propri dipendenti di fare uso dello smartphone personale a scopi lavorativi può giovare alle performance aziendali?”

Interrogativi questi a cui risponde lo studio “The Mobile Employee Impact” condotto da The Economist Intelligence Unit (EIU) per Aruba, azienda Hewlett Packard Enterprise.

Esplorando lo studio

Viene a delinearsi un quadro in cui vi è un legame misurabile tra contesti lavorativi che considerano le tecnologie mobili come prioritarie e il consecutivo aumento del coinvolgimento personale dei lavoratori.

In particolare, sembra che il contesto lavorativo occidentale sia caratterizzato da lavoratori più soddisfatti rispetto ai corrispettivi dei principali mercati asiatici, anche grazie alla maggiore apertura verso il lavoro in mobilità utilizzando strumenti che permettono di essere sempre connessi.
L’indagine ha infatti mostrato che i lavoratori di mercati come Giappone o Singapore tendono ad assegnarsi punteggi inferiori nei parametri di performance come creatività, soddisfazione lavorativa, produttività e fidelizzazione, rispetto a chi lavora in Germania, Regno Unito o Stati Uniti.

Viene riscontrato inoltre che le imprese definite dai propri dipendenti come pioniere nell’utilizzo di tecnologia mobile hanno registrato aumenti di:

– creatività (18%)
– produttività (16%)
fidelizzazione (21%)
– soddisfazione (23%)

In sostanza pare che questa maggiore libertà concessa al personale gli permetta di sentirsi più a suo agio lavorativamente, dando risultati migliori in termini creativi e produttivi.

L’obiettivo dello studio – in altre parole – è delineare cosa comporti un ampio utilizzo della tecnologia mobile sulle performance aziendali, demarcando i fattori più importanti di un’esperienza mobile-first per i lavoratori.
Dall’analisi sono scaturite alcune evidenze interessati.

Collaborazione tra i focus principali

La collaborazione non è un fattore secondario, anzi, la possibilità di farlo viene vista come il punto più importante, in relazione allo sviluppo di creatività (38%) e di fidelizzazione (30%). Per incentivare questo aspetto il 42% delle aziende adopera strumenti di collaborazione digitale che sono supportati da dispositivi mobili. Ad esempio, famose applicazioni di messaggistica come Whatsapp e Telegram sono presenti nel 31% delle aziende intervistate.

Lavorare in ogni dove stimola la produttività

La possibilità di interagire con l’azienda e svolgere mansioni anche a distanza è una delle condizioni che impattano maggiormente sulla produttività dei dipendenti, circa il 49%.
Oltre a questo dato si rileva che il 38% dei lavoratori giudica questa opportunità come una fra le più importanti per la soddisfazione lavorativa e nei confronti del datore di lavoro.

Secondo il 32% il poter lavorare liberamente in qualsiasi luogo, magari durante lunghi tragitti, influenza positivamente anche la creatività. Molto spesso infatti pensare fuori dagli schemi, avere idee innovative, sono occasioni più facilmente ottenibili attraverso stimoli diversi da quelli provenienti dall’ambiente lavorativo. Non meno importante è il 29% che dichiara di apprezzare particolarmente la flessibilità che il mobile offre, generando ritorni molto positivi anche in termini di fidelizzazione del dipendente verso l’azienda.

Non è questione di età

Generalmente l’età viene considerata come un indicatore dell’attitudine di un individuo verso la tecnologia. Non è raro infatti pensare che persone più anziane siano meno avvezze alle nuove tecnologie.

Dallo studio EIU emergono dati che sfatano questo pregiudizio, infatti non vengono rilevate particolari correlazioni tra gli anni dei lavoratori e il come la tecnologia mobile impatti sulle loro performance lavorative e commitment.

Infatti, nonostante vi siano differenze nei gruppi studiati – ovvero 18-35, 36-50, 51-65 anni – si rileva che anche i lavoratori del gruppo più maturo sono d’accordo nell’affermare che la tecnologia mobile li renda più produttivi (60%) come i più giovani (61%).

Ritornando allo scenario iniziale, la tecnologia mobile adoperata all’interno di un contesto dinamico potrebbe essere una soluzione per uscire da questa gabbia fatta di scadenze, imposta dalle logiche di mercato. Si potrebbe così ridurre il trade off tra efficienza e creatività, dirigendosi verso performance migliorate su entrambi i fronti.


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