Rilanciare il negozio con una chiara strategia digitale

Caterina Toffolo -

strategia digitale

Quanto è potente il digitale? Tanto, forse troppo nelle mani di chi non sa quale sia la via giusta per utilizzarlo correttamente. E quale momento migliore per avvalersi dei giusti strumenti per una strategia digitale coi fiocchi?
Perché adottare una strategia digitale? Perché le tendenze, il mercato, le nuove generazioni la richiedono o, meglio ancora, sono talmente permeati dal digitale che si aspettano che essa ci sia e che, cosa non da poco, funzioni a dovere per soddisfare tutte le loro esigenze.

I trend del 2017: chi la fa da padrone nel Retail?

Secondo una ricerca condotta da Market Revolution, l’onda del digital la cavalcano, e la cavalcheranno per tutto il 2017, le seguenti tendenze:

  • Social Retail: Millennials, e Generazione Z masticano Internet ogni giorno e hanno praticamente lo smartphone incollato alla mano (con una colla potentissima!). L’84% degli italiani è influenzato dai social per scegliere il tipo di prodotto da acquistare. Il consumatore ora più che mai ha bisogno di rassicurazioni e di approvazioni. Sono dunque i Social e l’opinione dei loro utilizzatori a determinare l’acquisto?
  • Andare oltre il prodotto in sé: i consumatori ricercano tutto e sanno tutto. Non vogliono vedere le funzionalità del prodotto, ma sono interessati alla storia che l’ha portato ad essere tale e ai valori che lo caratterizzano. È dimostrato che una persona è predisposta all’acquisto quando percepisce verità, trasparenza poiché ciò che cerca è la fiducia e un ideale comune che crei un solido legame col Brand.
  • “Più vicino è, più lo compro volentieri”: il bisogno di appartenenza e la fitta urbanizzazione aprono le porte ai negozi collocati in città. Il 79% dei giovani americani predilige lo shopping locale al “Big Box” più lontano da casa. È il segnale che qualcosa sta cambiando?
  • Shopping sempre più fast: cos’altro cercano i clienti esigenti? Velocità d’acquisto, disponibilità immediata, offerta potenzialmente illimitata. Amazon ci ha abituati troppo bene eh?!
  • Il cliente è al centro: egli non cerca solo offerte dedicate, ma si aspetta l’unicità e l’esclusività come step successivo del legame col Brand. Essendo molto reattivo alle tendenze e alle novità, si aspetta che il mercato faccia altrettanto.
  • Negozi-templi: il prodotto non è tutto, e lo dimostra il fatto che l’esperienza d’acquisto fornita nel negozio fisico vale molto più dell’acquisto stesso. È nel negozio che il Brand può avvicinarsi ancor più al cliente e raccontargli una storia fatta di mille sensazioni indimenticabili.
  • Lo shopping che fa bene: il miglioramento di se stessi passa anche attraverso il Brand e i prodotti che riescano a motivarli a una vita di benessere.
  • Negozio come luogo di apprendimento: i clienti cercano di acquisire sempre più competenze. Sono curiosi e i momenti di edutainment in negozio attraggono ancora di più i consumatori.
  • Innovazione e convenienza: il consumatore non si aspetta soltanto un prodotto all’altezza delle sue aspettative, originale e che racconti dei valori, la sua aspettativa risiede anche nel prezzo. Secondo una ricerca di Support.com ben il 31% degli intervistati è disposto a rinunciare alla fedeltà al Brand se un altro marchio trionfa in convenienza.
  • Esperienza 0: non più solo nell’online, adesso anche nello store fisico il bisogno di un’esperienza diretta del prodotto non è più necessario per ogni tipologia d’offerta.

Il futuro digital non è poi così lontano

L’importante, come sempre, è l’equilibrio. Il grande Orazio diceva “Est modus in rebus”. Predicava equilibrio e moderazione nelle cose. Consiglio che può essere ripreso anche nel veloce, frenetico, caotico mondo del Retail attuale. Equilibrio tra l’efficienza e semplicità del digitale e il negozio fisico, simbolo delle interazioni umane e luogo di acquisto basato sulla fiducia e le abitudini di consumo delle persone.
Perché l’eCommerce è importante e affascina i consumatori digitali, ma non è tutto.
E il negozio tecnologico può arricchire quell’esperienza d’acquisto racchiudendo in sé velocità, interazioni costanti tra online e offline e, perché no, mobile payment (basti pensare alla nuova idea di negozio firmata Amazon Go).

Il futuro del retail, per quanto incerto sia per chi non possiede la sfera di cristallo, è sicuramente all’insegna dell’omnicanalità. E il successo arriverà per quelle aziende che sapranno accompagnare il cliente in una user experience soddisfacente. La sfida sarà non aver difficoltà nel raggiungerlo per mezzo di diverse piattaforme con l’intento di conoscerlo sempre meglio e effettuare offerte personalizzate e mirate alle sue esigenze. Il massimo della godibilità per uno shopping addicted! L’integrazione tra fisico e digitale gioca dunque un ruolo chiave per una customer satisfaction all’ennesima potenza che aumenti la fedeltà al Brand e ne accresca la reputazione.

Elementi differenzianti per un retailer competitivo

Se finalmente hai deciso di ottimizzare il tuo business con una strategia digitale ad hoc, non puoi non prendere in considerazione i vantaggi competitivi nell’adottare questo paradigma:

  • Valorizzare le persone: curando le esigenze dei clienti fidelizzati e conoscendo le abitudini d’acquisto. Ma anche facendo edutainment per un’esperienza di shopping completa e unica. L’importante è valorizzare la persona, non il prodotto.
  • Il social come luogo dell’approvazione: ma il punto vendita catalizza l’attenzione su di esso anche grazie all’utilizzo della potente arma dei social.
  • Negozio portavoce del Brand: i negozi diventano dei veri e propri luoghi d’intrattenimento dove si scatena la fantasia e nasce l’amore per il Brand.
  • Negozio come luogo della selezione: i retailer digitali hanno dimostrato che alle persone piace farsi consigliare prodotti affini ad acquisti precedenti e conformi ai propri interessi. Diventa fondamentale per il retailer trovare un “modello” di prodotti che esprimano al meglio l’anima del Brand e che abbiano una certa affinità con il target del negozio. Ed è qui che l’assortimento gioca un ruolo fondamentale: il retailer dev’essere dunque abile a trovare dei prodotti identificativi che esprimano i valori di personalizzazione e innovazione, e a gestirne lo stock in magazzino a seconda della domanda d’acquisto.

A proposito: sai come si calcola la “velocità di vendita” per riassortire i prodotti in negozio?


Ed ecco che l’omnicanalità trova quella “misura” ideale oraziana che congiunge il negozio al digitale, il fisico al virtuale, in un equilibrio che soddisfa il cliente e mantiene vivo il commercio.
Il futuro? Non può che essere omnicanalmente equilibrato!