Lo shopping del futuro è già qui: esempi di realtà aumentata I processi d'acquisto online oggi tendono ad essere sempre meno coerenti e lineari. La causa di questo atteggiamento si può individuare nella paura che i clienti hanno di effettuare un acquisto sbagliato. Come fare dunque per risolvere questo problema? Sempre più brand stanno sviluppando tecnologie di realtà aumentata per permettere ai clienti di "provare" i prodotti, innovando e rendendo più divertente la customer experience.

Giulia Menegaldo -

Realtà aumentata

Da quando qualcuno ha venduto qualcosa per la prima volta, la ricerca di nuove strategie per migliorare il proprio commercio non si è mai interrotta. Aumentare l’engagement è il chiodo fisso di ogni venditore e le modalità per farlo si sono notevolmente evolute nel corso del tempo.
Lo sappiamo, vendere degli ottimi prodotti è fondamentale ma non basta, o quantomeno non basta più. Per ottenere risultati migliori è necessario saper coinvolgere il cliente, fidelizzarlo e sapergli comunicare in modo efficace la propria brand identity.

La proliferazione di punti di contatto digitali e il continuo mutamento del customer journey complica ulteriormente questa sfida, ma apre anche ad un mondo di nuove opportunità da integrare per migliorare la shopping experience.
La realtà aumentata è una soluzione che sempre più brand stanno scegliendo di sviluppare per innovare il processo d’acquisto e renderlo più divertente e coinvolgente per il cliente. Ma in che modo questa tecnologia può migliorare la customer experience? E quali sono i principali esempi di realtà aumentata presenti oggi nel mercato?

La realtà aumentata nella customer experience

Nel mondo del retail, sviluppare una tecnologia di realtà aumentata significa puntare sull’immaginazione. I processi d’acquisto online oggi tendono ad essere sempre meno lineari e coerenti, e spesso un prodotto rimane nel carrello di un cliente per molto tempo prima che questo decida di portare a termine l’acquisto.
Questo atteggiamento ha a che fare con una serie di cause che trovano il loro comune denominatore sull’influenza che l’emotività ha nella shopping experience. La paura di fare un acquisto sbagliato è uno dei fattori che determina maggiormente l’indecisione nello shopping online e che ne sfavorisce le opportunità.

Poter provare un prodotto e vederlo in azione è infatti un elemento che ha ancora molta importanza per i clienti. La realtà aumentata offre la possibilità di vivere un’esperienza che si colloca a metà tra il contatto fisico e l’assoluta comodità dell’acquisto online.
Perciò l’integrazione di questa tecnologia, abbinata a una strategia omnichannel, rappresenta senza dubbio una scelta vincente per un brand che vuole offrire un’esperienza d’acquisto lineare, ininterrotta e personalizzata.


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Chi sono le persone che acquistano online?

Il profilo del cliente medio è cambiato notevolmente nell’epoca dell’information overload: sempre più informato e consapevole, in costante interazione con gli altri utenti e sempre più alla ricerca di una shopping experience innovativa e in linea con le sue esigenze. Non dobbiamo dimenticarci inoltre che i principali acquirenti dei negozi online di oggi e del futuro sono le nuove generazioni tech addicted, i Millenials e la Generazione Z.

Loro più di tutti valutano positivamente l’integrazione della realtà aumentata nei processi d’acquisto, e i dati ce lo dimostrano. Una ricerca condotta nel 2018 dall’Istituto Piepoli per Lanieri, e-commerce di abiti maschili su misura Made in Italy, ha evidenziato che una delle tecnologie più apprezzate come implementazione nel settore retail è proprio la realtà aumentata, con una considerazione positiva del 65% da parte dei più giovani.

Complice di questo buon livello di reputazione è sicuramente Pokemon Go, il primo gioco che è riuscito ad utilizzare la realtà aumentata su smartphone su larga scala, appassionando (e quasi ossessionando) milioni di giovani per mesi.
Nonostante questa tecnologia esista da una decina di anni, solo con il gioco e dunque con la massima espressione del suo scopo ludico, è riuscita ad affermarsi in modo così forte da diventare oggetto di interesse per moltissimi brand. Oggi gli esempi di realtà aumentata certo non mancano e con la tecnologia 5g, e la conseguente risoluzione dei problemi di latenza, si prevede un aumento considerevole dell’uso di questa opportunità.

Esempi di realtà aumentata

Vediamo nel dettaglio alcuni dei più interessanti esempi di realtà aumentata:

NIKE

Nike è pronta a lanciare una vera e propria rivoluzione! Qual è il dubbio amletico che affligge tutti noi quando compriamo un paio di scarpe online? “E se non fossero della taglia giusta?”.
Ecco, chissà quante volte il processo d’acquisto si è interrotto qui. Solitamente i brand cercano di sopperire a questo problema indicando varie misurazioni utili per scegliere al meglio la propria taglia, ma ammettiamolo, spesso questa procedura ci annoia e tendiamo a non fidarci di questo calcolo. Molti e-commerce permettono inoltre di effettuare un reso o un cambio gratuito, ma non sempre questa opzione incentiva realmente l’acquisto.

Nike ha trovato la soluzione! Buttate via i metri da sarta e prendete il vostro smartphone, perché a Luglio (probabilmente ad Agosto in Europa) nell’app potrete trovare facilmente il vostro numero di scarpe grazie alla tecnologia aumentata. Come? Verrà implementata nell’applicazione una nuova funzionalità grazie alla quale sarà sufficiente posizionarsi accanto ad un muro, dare accesso alla fotocamera e attendere che il vostro piede e l’ambiente circostante vengano scansionati.
Et voilà, in un batter d’occhio saprete qual è il numero più adatto a voi in base a ciascun modello e potrete completare l’acquisto direttamente dall’applicazione.

IKEA

Avete mai notato quanto tempo passano le persone a osservare in religioso silenzio un oggetto d’arredo in negozio? No, non è semplice passione per il design d’interni.
Chi ha arredato casa almeno una volta nella vita sa che la cosa più difficile nella scelta di un mobile è cercare di immaginarselo collocato in una stanza. E il problema non è solo estetico, ma anche “matematico”. Non si sa come, ma per quanto ci si sforzi di misurare gli spazi al millimetro, quando il mobile arriva a casa è sempre o troppo grande o troppo piccolo.

IKEA, la multinazionale del mobile svedese, ha trovato un modo efficace per venire incontro alle esigenze dei propri clienti: IKEA place, un’app che sfrutta la tecnologia della realtà aumentata per facilitare lo shopping sia online che in negozio.
Con l’uso della fotocamera possiamo visualizzare i prodotti del catalogo IKEA in 3D proprio come se fossero lì, davanti a noi. È sufficiente scansionare il pavimento libero, scegliere un articolo, spostarlo, ruotarlo e collocarlo. Ora con pochissimi click potrete acquistare il prodotto e condividerlo nei social con i vostri amici.

SEPHORA

Il settore del make-up sta vivendo la sua stagione migliore anche grazie alla sempre maggiore integrazione da parte dei principali brand di innovazioni tecnologiche per migliorare l’esperienza d’acquisto.

Il colosso francese Sephora ha sviluppato un’applicazione di realtà aumentata che permette di provare i prodotti del catalogo senza doversi necessariamente recare in negozio. Con la fotocamera è possibile infatti creare sul proprio volto un makeup virtuale, personalizzando ciascuno step oppure lasciandosi guidare dai suggerimenti di stile che ci offre l’applicazione. Dopo aver selezionato i prodotti che vogliamo acquistare possiamo ordinarli direttamente dall’applicazione e scegliere tra la consegna a casa o il ritiro in store.

Questa tecnologia, unita a una strategia omnichannel perfettamente strutturata, rende Sephora la società più interessante in termini di customer experience nell’ambito del makeup.

MAGNOLIA BAKERY

Anche nel cibo l’aspetto estetico vuole la sua parte, soprattutto nella pasticceria. Magnolia Bakery, la catena di dolci più famosa di New York, lo sa bene e da sempre dedica grande attenzione alla bellezza dei propri prodotti culinari.
Le torte curate nei minimi dettagli e i cupcakes coloratissimi sono diventati nel tempo il loro marchio di fabbrica. Coloro che vi si rivolgono infatti sono alla ricerca di un prodotto unico nel suo genere e il più delle volte hanno anche già in mente come dovrebbe essere.

Come fare dunque per permettere al cliente di “costruire” il dolce nel dettaglio e visualizzare il risultato finale ancor prima che il pasticcere si metta all’opera? Magnolia Bakery ha lanciato il primo menù catering in realtà aumentata che consente ai clienti di vedere nel tavolo di fronte a loro la torta e comporla secondo i propri gusti e desideri.

Gli esempi di realtà aumentata ci dimostrano che negli ultimi anni sono stati fatti notevoli passi avanti nell’uso di questa tecnologia, ma anche che per ora si tratta di una funzionalità che solo i grandi brand sono in grado di sviluppare in modo efficace. La costante ricerca e la continua evoluzione tecnologica però permetteranno anche alle realtà più piccole di sviluppare questa opportunità in futuro, modificando anche i processi d’acquisto quotidiani.


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