Punti vendita fisici e tecnologie, il punto d’incontro è la strategia omnichannel

Valentina D'Antonio -

Le aziende sono sempre più propense all’adozione di una strategia omnichannel, ma questo non è una novità. Ciò che è in continuo cambiamento sono le tecnologie relative ai diversi canali, i quali però non sembrano accoglierle tutte allo stesso modo.

Mondo online, croce e delizia dei negozi fisici

In modo particolare, risulta che i negozi fisici siano poco in grado di stare al passo con le evoluzioni digitali e per questo sempre più incapaci di soddisfare le esigenze relative alla shopping experience dei consumatori, i quali tendono sempre di più a fare acquisti online. Internet rappresenta da sempre sia un’opportunità che una minaccia per i punti vendita tradizionali, che se da una parte possono giovare delle azioni di webrooming, ovvero delle ricerche effettuate online per assumere una maggiore consapevolezza comparando prezzi e qualità dei prodotti che poi andranno acquistati nei negozi, dall’altra sono sfavoriti a causa della maggior rapidità, comodità e personalizzazione.

Secondo una ricerca di iVend Retail e Red Shift:
– il 60% degli italiani considera l’e-commerce più conviente del bricks-and-mortar;
– il 51% ritiene che il livello di servizio online sia più elevato di quello offline;
– il 41% vorrebbe ricevere dei punti fedeltà sul proprio device per poi decidere in autonomia dove utilizzarli.

Commessi gentili e strumenti tecnologici

Insomma, se si vuole favorire ancora l’acquisto in negozio in un mondo ormai fatto di click bisogna capire su quali aspetti fare leva per valorizzare ancora i punti vendita tradizionali. Sicuramente essi possono ancora vantare, come aspetto distintivo che molti ancora sono capaci di apprezzare, il rapporto umano che si può instaurare con il personale. Tuttavia questo non basta, non è sufficiente al giorno d’oggi, in cui la rivoluzione digitale riesce sempre di più ad insinuarsi nelle nostre vite. No, non è necessario ricorrere ad una estrema robotizzazione della forza lavoro, poco utile in un contesto in cui l’individualizzazione e la consulenza possono fare la differenza. Si tratta di utilizzare gli strumenti tech a disposizione per arricchire l’esperienza in store, dandole un valore aggiunto. Quali sono le possibili idee da mettere in pratica per favorire gli acquisti in loco?
– Inserire un QR code sui packaging o sui cartellini per fornire informazioni nutrizionali, o relative a come abbinare per esempio un capo ad un altro.
– Mettere a disposizione dei tablet per consultare i cataloghi relativi ai prodotti, ed eventualmente ordinarli in tempo reale nel caso manchino nell’assortimento.
– Inviare direttamente sullo smartphone le istruzioni di montaggio di un articolo.

Questi sono solo alcuni esempi, che per essere idee vincenti dovrebbero essere comunque supportati dalla disponibilità dei commessi, che non devono essere troppo invadenti ma nemmeno assenti, dando per scontato che la ricerca di informazioni su un tablet possa sostituire il piacere di un dialogo in cui si può anche raccontare la propria esperienza personale. La tecnologia può e deve essere un supporto ai negozi. In fondo, anche se il numero di consumatori che cercano di fare shopping in totale autonomia è sempre più in aumento, c’è ancora chi ritiene che le relazioni umane siano importanti, anche quando si tratta di strisciare la propria carta di credito.

È il negozio fisico il punto debole del retail omnichannel | Mark Up

Secondo l’indagine europea di iVend Retail le aspettative del consumatore sono disattese soprattutto in store. Le sfide a cui rispondere per integrare la leva online.

Fonte web: www.mark-up.it/e-il-negozio-fisico-il-punto-debole-del-retail-omnichannel/?utm_term=190789 – http://www.mark-up.it/e-il-negozio-fisico-il-punto-debole-del-retail-omnichannel/