Marketing territoriale e digitale: possono prescindere?

Retail Marketing, Strategie Marketing

marketing territoriale
No. Fosse solo per il geomarketing che permette a un punto vendita, come un’edicola, di essere riconosciuto da chi, di passaggio in una città, decida di acquistarsi il quotidiano. O altro. Che magari dia un minimo di margine a chi lo vende.

No. Fosse solo perché, quando immetti un prodotto sul mercato governato dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) diventa funzionale ridurre la distanza tra brand, distribuzione e consumatore, incrementando azioni di interazione digitale tra i tre protagonisti.

No. Fosse solo perché tutti i numeri delle statistiche cui il marketing è tanto affezionato (povera intuizione) ti dicono che le persone trascorrono ore e ore e giorni e giorni a navigare in internet. Il 60% della popolazione italiana trascorre poco meno di 5 ore al giorno utilizzando internet.

Vuoi non esserci? Accomodati. Forse «tieni pure ragione», come avrebbe detto un personaggio alla Camilleri, poi non lamentarti che il mondo è cambiato, che non si vende più come prima, che la gente non è più fidelizzata come un tempo.

Abbiamo la nostra globalizzazione? Quindi ci portiamo a casa l’ampiezza e l’omogeneità dell’offerta. Sai che differenza c’è tra le tue Nike e le sue Adidas? No? Ecco, appunto.

E spendono miliardi ogni anno per cercare di fartelo capire.

Cosa farà la differenza?

Le persone, quelle di sicuro. In carne e ossa, o in video (perché oggi non esiste che tu riesca a comunicare con efficacia via web – o mobile – senza video), le persone sono ancora quell’elemento distintivo che un minimo di premium price possono ancora regalartelo.

Quindi se hai una azienda, magari una meravigliosa PMI, sfrutta al meglio gli strumenti di comunicazione via web – meglio mobile – per renderti riconoscibile, individuabile, noto.

Non scordarti del marketing territoriale, soprattutto quando lavori a isocrona stabilita e i tuoi clienti non sono sparsi in tutto il mondo. In ogni caso, giocherai tutto sull’edutainment, sull’intrattenimento educativo, sull’insegnare e trasmettere, sul renderti utile. Evitando, armato di buon senso e acume, di ammorbare il web – o ancor peggio il mobile – della pedante e inutile magniloquenza della tua storia, origine, sviluppo e possibile decadenza. Alle persone non interessa sapere quanto tu sia (sia stato o sarai). Alle persone interessa, in perfetto egoismo funzionalista, cosa tu abbia da spiegare, trasmettere, comunicare. Possibilmente cose utili, altrimenti i classici cinque secondi per decidere se ascoltarti al massimo per un minuto e mezzo, rischiano di divenire un secondo tutto compreso; farà seguito un misurato click su altro concorrente, diretto o indiretto, che non avevi mai considerato e forse nemmeno sapevi esistesse.

Quindi? Quindi fai. Comunica, trasmetti, insegna. Spiega. Preoccupati che l’altro accolga, comprenda, metta in pratica. A ringraziarti ci sarà sempre tempo. Mentre i risultati economici arriveranno prima di quanto te lo possa aspettare.

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