Il marketing non convenzionale mira all’effetto “WOW!”

Caterina Toffolo -

marketing non convenzionale

Riconoscete il signore rappresentato nel graffito? Il baffo ribelle dovrebbe suggerirvi la risposta! Non è altri che Salvador Dalì, il maggior esponente della corrente surrealista. Nel primo ‘900, le Avanguardie segnarono profondamente il modo di concepire l’arte. Persone che non avevano paura di guardare il mondo con occhi diversi e di mostrare a tutti la loro concezione del tempo, dello spazio e della vita. Così come l’arte mira a impressionare coloro che la osservano, anche il marketing negli ultimi anni si è mosso verso questa direzione.

Cosa pensate quando sentite parlare di marketing non convenzionale?
La risposta in fondo non è poi così difficile. Si parla di qualcosa che per quanto bizzarra, attira l’attenzione, cattura l’occhio e, perché no, strappa un “Wooooow”! Un mix di genialità e sana pazzia, che nel mondo odierno della standardizzazione esce dagli schemi e fa pensare “Ma perché non ci ho pensato io?!”.

L’evoluzione porta al cambiamento della percezione e delle abitudini di acquisto

L’uomo moderno, bombardato da qualsivoglia tipo di strumento promozionale, che sia la radio, la televisione o un cartellone pubblicitario, è ormai indifferente alle forme pubblicitarie standard. Per questo il marketing non convenzionale vuole attirare l’occhio e la mente dell’osservatore.
Con l’espansione tecnologica avvenuta (e ancora in atto), l’esperienza d’acquisto e le modalità con cui ciascun individuo cerca informazioni sono cambiate radicalmente.
I mass media tradizionali e il modo in cui questi comunicano si sono rivelati inefficaci, o quantomeno di minor impatto, agli occhi del consumatore moderno.

Una ricerca americana evidenzia che il 54% dei consumatori evita di acquistare prodotti ai quali viene fatta eccessiva promozione, e solo il 14% si fida della pubblicità. Una percentuale che è sintomo della progressiva perdita di efficacia del marketing tradizionale.
Il successo della pubblicità non convenzionale va dunque di pari passo con un forte cambiamento sociale.

Marketing tradizionale VS marketing non convenzionale

Il marketing tradizionale punta, attraverso una comunicazione di massa, a raggiungere i consumatori “distraendoli” dai loro momenti di svago (pubblicità televisiva, spot prima di una proiezione cinematografica).
Lo scopo del marketing non convenzionale invece, è quello di generare reazioni talmente travolgenti e coinvolgenti da generare uno spontaneo passaparola. Il messaggio non è più unidirezionale (azienda-cliente) come nel classico marketing, ma mira a coinvolgere clienti che inneschino meccanismi di diffusione virale.
Questo marketing fuori dagli schemi riesce, anche a basso costo, a ottenere risultati efficaci: coinvolge il consumatore, crea viralità e incrementa la brand reputation.

Spazio alla creatività!

E se è di marketing non convenzionale che si parla, non ci si può che sbizzarrire in diverse tipologie pubblicitarie. Infatti esso dà origine alle più svariate e creative operazioni volte a colpire il pubblico e a rimanere impresse nella mente. Eccone alcune:

  • Marketing Virale: sfrutta la capacità comunicativa di pochi per comunicare il messaggio a un numero elevato di destinatari.
  • Guerrilla Marketing: strumento di promozione estremamente creativo e a basso costo.
  • Ambient Marketing: forma di marketing che sfrutta l’ambiente in tutte le sue potenzialità.
  • Street Marketing: tipo di pubblicità effettuata principalmente con il corpo e l’azione di performer. Ha la sua piena potenza espressiva per le strade delle città.
  • Product Placement: strumento di marketing che studia il posizionamento di un marchio in un contesto cinematografico o televisivo
  • Visual Marketing: studia come l’oggetto, l’immagine e il contesto interagiscono tra loro.

Saper usare la fantasia crea infinite opportunità

Superare le apparenze. Distruggere le barriere, contrastare l’omologazione. Se vuoi entrare nel pazzo mondo del marketing non convenzionale e vedere come questo prende vita, non perdere il prossimo articolo.
Perché un pizzico di stranezza dà colore alla vita e stimola la creatività!
Stay Tuned!