Luxury 2.0: come coinvolgere i consumatori con le foto

Claudia Prisacaru -

Visual Storytelling - coinvolgere con le immagini

…La magia di un tramonto, l’immensità del mare esausto che a fine giornata si calma, il sorriso della persona amata che ci fa sentire nel posto giusto in un mondo sbagliato, il nostro cane che ci viene incontro scodinzolando con la pallina in bocca, la nonna che ci accoglie con un abbraccio e la torta alle mele appena sfornata… sono tutti momenti stampati come fotografie e accuratamente custoditi nell’album della nostra memoria. E ogni volta che ripensiamo ad un momento specifico, ecco allora quelle immagini sbocciare in tutto il loro splendore, strappandoci un sorriso. O una lacrima.
Siamo dei “pensatori visivi” in fin dei conti.
Nel tempo però, abbiamo sentito l’esigenza di stampare davvero i nostri ricordi e immortalare su carta le nostre emozioni, per paura di dimenticarle o come prova concreta di una vita vissuta veramente.
Siamo così. Sempre in cerca di certezze.

Dalle macchina fotografiche più ingombranti, alle polaroid, alle macchine digitali, a quelle più professionali, agli Smartphone, ci siamo evoluti sempre di più nel campo della fotografia.
Come affermato nella prima parte di questo articolo (Non lo ricordi? Clicca qui per rileggerlo), abbiamo realizzato una fitta rete di canali e strumenti tecnologici (e digitali) che ci hanno permesso di stravolgere il mondo della comunicazione. Internet, i social, i device, i contenuti (testuali e visivi) ci hanno permesso di raccontare le nostre storie in tempo reale e ad un pubblico sempre più ampio.

Il Visual Storytelling ai tempi della digitalizzazione

Ogni minuto generiamo 72 ore di video su Youtube; su Instagram postiamo circa 216.000 foto mentre su Pinterest 3.472; inviamo 347.222 immagini via Whatsapp e twittiamo 277.000 tweet; su Facebook invece, condividiamo 2.460.000 foto.
Come si può intuire, nell’era digitale siamo diventati degli UGC – User Generated Content: raccontiamo storie basate soprattutto sul potere evocativo delle immagini.

Come i brand usano le immagini per le strategie di Visual Storytelling

Oltre alla creazione di testi e di video di altissima qualità, ogni giorno i brand raccontano il proprio universo attraverso la fotografia. Sfilate, backstage, nuove collezioni, party esclusivi, testimonial, etc, vengono immortalati dai migliori fotografi e pubblicati nei canali offline (stampa) e online (siti web e social) al fine di incrementare il desiderio e il sogno che da sempre caratterizzano il lusso.
Ma è davvero quello che vogliono i nuovi consumatori? Ammirare i brand da lontano e limitarsi al desiderio e al sogno?
Il consumatore odierno è un Advocate, sempre connesso, genera e condivide contenuti, cerca informazioni, confronta prezzi ed è in cerca di un dialogo con i brand. Quindi, non vuole più essere un semplice spettatore, vuole far parte dell’universo del lusso.

Coinvolgere gli UGC: è possibile!

Sono ancora molti i brand del lusso che puntano più su una comunicazione di tipo unidirezionale per paura di aprire il loro mondo ai consumatori. Il timore di perdere esclusività, di appiattire il valore percepito, di perdere il controllo della propria brand identity sono tra le principali motivazioni.
Allora restano ancorati ai vecchi paradigmi non sfruttando le opportunità che la nuova era sta offrendo.
Personalmente sono sempre stata dell’idea che chi non prova, non può esplorare, non può scoprire nuove mete e nuove emozioni. Così le aziende, se non osano non sapranno quali nuove opportunità stanno perdendo.
Alcuni luxury brand hanno capito le potenzialità dei Social e della condivisione e hanno puntato su strategie che pongono al centro i consumatori, coinvolgendoli in prima persona.
Come hanno fatto?

1) Hanno utilizzato un prodotto iconico: The Art of Trench

Il primo fashion luxury brand che ha lanciato un progetto social indirizzato agli User Generated Content è stato Burberry. Nel 2009 la Maison ha utilizzato il suo iconico soprabito per coinvolgere la community di clienti e i fashion blogger più famosi. Come? Semplice, ha creato un vero e proprio fashion social network in cui vengono invitate persone più o meno famose a caricare sulla piattaforma i propri scatti mentre indossano l’iconico trench nella loro quotidianità. The Art of Trench è uno degli esempi più innovativi e di successo della reinterpretazione dei propri prodotti in un’ottica digitale.

Visual Storytelling - The Art of Trench

2) Hanno utilizzato un valore: #DGFAMILY

Dolce&Gabbana da sempre si è basato su valori tradizionali, primo fra tutti quello del nucleo familiare. Nel 2013 il brand ha voluto coinvolgere gli UGC lanciando l’iniziativa #DGFAMILY: un album digitale internazionale in cui sono raccolti tutti i ritratti di famiglia inviati dagli utenti. Il risultato? Migliaia di foto provenienti da tutti continenti ritraenti famiglie tradizionali e non. Tali foto possono essere cercate anche su Twitter, Pinterest e Instagram attraverso l’hashtag #DGFamily.
L’iniziativa del brand non si è fermata alla semplice pubblicazione nell’apposito sito: essa è stata fonte di ispirazione per gli stilisti per la realizzazione della collezione Uomo Autunno/Inverno 2015-2016. Gli stilisti Domenico e Stefano hanno reso gli utenti co-protagonisti utilizzando le foto ricevute per realizzare il moodboard della sfilata.

Visual Storytelling - DGFamily

3) Hanno utilizzato l’arte: #GucciGram

Una delle più attuali e interessanti iniziative proposte da un brand del lusso è quella di Gucci. Nel 2015 il brand ha lanciato il progetto #GucciGram, un laboratorio virtuale dove gli artisti, i creativi, gli illustratori e i talenti del web sono invitati a immaginare e reinterpretare le opere di noti pittori, illustrazioni, personaggi di cartoni animati, ecc utilizzando i motivi iconici e floreali di Gucci Blooms e Gucci Caleido. Una volta realizzate, sono invitati a postarli sul proprio profilo Instagram utilizzando l’apposito hashtag e successivamente postati sull’account ufficiale Instagram di Gucci.
Per ospitare questo progetto, Gucci ha realizzato anche il microsito gucci.com/guccigram in cui vengono ospitate tutte le opere reinterpretate in chiave moderna.
#GucciGram è un chiaro esempio di contaminazione artistica innovativa, divertente e coinvolgente.

Visual Storytelling - GucciGram

Ciò che si evince da questi tre esempi, è la voglia di alcuni luxury brand di sconfinare le barriere, di creare un dialogo con i consumatori basato sulla trasparenza e sull’etica e di potenziare la brand awareness attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.


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