La “Coda Lunga” che porta traffico al tuo sito

Michele Fazzini -

long tail keyword per portare traffico al tuo sito

Cosa sono le long tail keyword e quando utilizzare le “chiavi di ricerca a coda lunga” per portare traffico al proprio sito web?

Il web è un canale strategico per la comunicazione e la diffusione di informazioni e i motori di ricerca (in particolare Google) sono strumenti con i quali deve confrontarsi chiunque abbia un prodotto, un servizio o un qualsiasi contenuto da rendere visibile ad un pubblico potenzialmente interessato.
Le strategie SEO attraverso le quali sfruttare i motori di ricerca per il proprio business si sprecano ma non tutte sono efficaci allo stesso modo.
Pensare di pubblicare un contenuto e avere dall’istante immediatamente successivo un considerevole numero di accessi organici (ottenuti per query di ricerca sui motori) è quasi utopia, perché Internet è affollato di contenuti che spesso rispondono già alle necessità del vostro utente.
Anche offrendo un prodotto di alta qualità, il rischio di diventare il classico ago nel pagliaio è una eventualità tutt’altro che remota.

E quindi come fare se si vuole far emergere la nostra competenza, il nostro brand o il nostro prodotto?

Le vie sono molte, diverse per efficacia, costi, impegno richiesto e tempo necessario a raccoglierne i frutti.
Limitando il campo di gioco a Google che, in Italia, raccoglie circa il 97% delle ricerche totali, le strategie possibili si collocano in 2 grandi tipologie di intervento:

  • lavorare sul contenuto (scelta delle longtail keyword, SEO, ecc)
  • pagare annunci ed inserzioni (PPC e PPV con AdWords)

Quali sono le differenze tra queste strategie?

La prima classe di strategie permette di ottenere risultati nel medio-lungo termine e si fonda sulla creazione di contenuti di qualità (prevalentemente testuali) che possano soddisfare le ricerche degli utenti permettendo alle pagine di scalare la SERP e mantenere buone posizioni per “frasi chiave” molto specifiche che garantiscono traffico nel tempo (long tail keyword).

La seconda, invece, strutturata prevalentemente su chiavi più generiche, non si fonda sul contenuto delle pagine (che tuttavia deve essere ottimizzato per giungere alla conversione dell’utente quando vi accede), in quanto la posizione in SERP dipende dall’obolo che si è disposti a riconoscere al motore di ricerca: l’inserzionista pagherà Google per ogni click ottenuto sull’annuncio (Pay per click) o per ogni volta che il proprio banner appare sull’interfaccia (Pay per view).
Probabilmente è superfluo sottolinearlo, ma a meno che non stiate facendo una campagna di branding, il PPV potrebbe non essere particolarmente utile per il vostro profitto, in quanto ha un’efficacia prossima allo zero in termini di conversioni. Il PPC, diversamente, rappresenta un costo solo se l’utente clicca sul vostro annuncio (e quindi si dimostra interessato). Sta a voi, poi, riuscire a trattenerlo e trasformarlo in un lead o in un cliente: questa è la “conversione”.
Entrambi (PPC e PPV) hanno il difetto che quando si smette di pagare l’inserzione, l’annuncio scompare ed il traffico crolla.

Le long tail keyword per una “coda lunga” della visibilità

Le long tail keyword sono gruppi di parole o frasi descrittive che non garantiscono grandi volumi di traffico ma sono molto specifiche e rispondono perfettamente alle richieste fatte dagli utenti attraverso Google. Per questo, benché non conducano al sito orde di visitatori, sono in grado di attrarre utenti veramente interessati a quello che avete da offrire e, pertanto, più probabilmente riuscirete a trattenerli e trasformarli in lead o clienti.

long tail keyword per aumentare il traffico nel sito

 

Una strategia basata su queste keyword prevede, pertanto, la presenza di molte pagine ottimizzate per chiavi diverse. In questo modo, tante long tail keyword vi permetteranno di ottenere un numero di visite paragonabile a quelle di chiavi più generiche ma con un tasso di conversione sicuramente più alto.

Conoscere il proprio mercato e i propri utenti

Prima di partire con la stesura di contenuti ottimizzati o con campane di advertising, è necessario conoscere il proprio mercato e i propri utenti: sapere, cioè, cosa cercano e come lo cercano (quali chiavi di ricerca utilizzano).
Questo permetterà di scegliere tra chiavi che generano più o meno traffico o che sono più o meno competitive: normalmente, più è generica una chiave, più sarà alta la competizione e minore, quindi, la probabilità di posizionarsi nelle prime 2 pagine di Google (ad esempio la KW “casa a Roma”). Più la chiave sarà specifica più facilmente si raggiungeranno e si manterranno posizioni ottimali sulla SERP. Inoltre, per la loro specificità più probabilmente gli utenti che digiteranno quelle keyword saranno visitatori davvero interessati (ad esempio “case in affitto a Roma Trastevere”).
Questo genere di strategia non preclude la possibilità di utilizzare anche il PPC o altre forme di advetising. Anzi, il PPC può essere un modo per lavorare anche su keyword più generiche che, altrimenti, non avremmo potuto aggredire. Inoltre, se applicato alle keyword di coda lunga permette di ottenere i primi risultati in tempi più brevi.
Ovviamente, adottare una strategia “long tail SEO” richiede un maggiore sforzo per la creazione di molti contenuti e raccoglie risultati nel medio periodo, quando cioè le pagine prodotte cominciano a guadagnare autorevolezza: traffico, qualche link, un bounce rate basso, ecc.


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