KPI retail: i buoni propositi per il 2018 L'importanza della BI a Natale e il monitoraggio costante dei KPI come buono proposito per l'anno nuovo

Tania Ferronato -

KPI retail a Natale

Che lo vogliate o meno, i buoni propositi per il 2018 sono una cosa inevitabile.
Ammettiamolo: chi non ne ha mai fatto almeno uno? Che poi si realizzi o meno, quello è un’altro discorso.
Perchè già che ci siete non dedicate un desiderio anche al retail?
Perchè non ripromettersi di sfruttare gli strumenti di analisi offerti dalla Business Intelligence per portare molteplici benefici alla vostra attività?

L’importanza della BI emerge a Natale

L’importanza della BI emerge proprio nel periodo natalizio, momento in cui viene sfruttata per rendere l’esperienza d’acquisto mirata e su misura per ogni cliente. La profilazione dei clienti è in continua crescita e i Big Data, che guidano ormai qualsiasi decisione nella vita delle persone, fanno sì che ognuno trovi e acquisti proprio quello che sta cercando.
Studiare il profilo del cliente ha molteplici scopi, tra i quali prevedere se e per quale motivo per cui le persone tornano in negozio dopo le feste: bisogna dunque cavalcare l’onda.
E’ stato dimostrato come l’uso della BI da parte dei retailers porti ad un incremento fino al 60% dei margini operativi. E’ facile prevederne il tasso di amplificazione nel periodo dello shopping per eccellenza: il traffico di clienti e il volume delle vendite raggiungono i picchi massimi a Natale e sono proprio questi i motivi principali che fanno emergere l’importanza dei KPI nel retail durante il periodo natalizio.

I KPI a misura di marketer

La profilazione dell’utente basata sull’utilizzo dei Big Data è solo il primo di una lunga lista di modi da cui il retailer può trarre benefici e prepararsi per affrontare le vendite non solo adesso, ma durante tutto l’anno.
Ecco alcuni degli altri vantaggi che si ottengono monitorando i KPI:

1. pianificare la giusta strategia di prezzo:​ avendo a disposizione i costi di produzione di ogni singolo prodotto, con la BI è possibile calcolare la marginalità in qualsiasi momento, considerando sia le vendite a prezzo pieno che le promozioni. L’alternarsi di sconti e vendite a prezzo pieno è frequente soprattutto durante le festività natalizie, dove si parte con le promozioni del Black Friday, si passa per le vendite a prezzo pieno per finire con i pre-saldi nel mese di Gennaio. Il controllo dei KPI sulla redditività consente quindi di praticare sempre la giusta strategia di prezzo, di recuperare eventuali perdite di margine ​che si sono verificate in periodi precedenti e di prevenire eventuali perdite future;

2. misurare la customer experience: analizzare aspetti qualitativi e comportamenti d’acquisto sulla base di indici quantitativi è un primo motivi per studiare una nuova esperienza d’acquisto un’esperienza d’acquisto efficace che lo farà tornare anche dopo le feste; il tasso di conversione, ad esempio, è un valido indice per sondare la customer experience.


Leggi anche: Il tasso di conversione misura la customer experience


3. studiare i comportamenti d’acquisto dei consumatori: questo permette di capire quali sono i clienti che contribuiscono maggiormente al fatturato, quali sono i clienti abituali e chi invece non torna più. In questo modo, sarà possibile mettere in atto una strategia di marketing ad hoc per ognuna di queste tipologie di consumatore. Tutto ciò è reso possibile grazie all’analisi RFM ossia un modello statistico che basa le proprie analisi su tre fattori: la frequenza degli acquisti di ogni singolo consumatore, il valore medio speso nei loro acquisti e la vicinanza temporale tra gli acquisti.

4. analizzare il sentiment sul web: tracciare i comportamenti dei consumatori aiuta a giocare d’anticipo, predicendo le scelte e le preferenze d’acquisto delle persone. Con la sentiment analysis si riesce a misurare la brand perception attraverso lo studio delle opinioni che i consumatori esprimono online in relazione ad alcuni prodotti o servizi. Di solito i metodi più usati sono la rilevazione delle keywords oppure l’affinità lessicale (assegnazione di emozioni positive o negative alle parole). Inoltre i social sono lo strumento preferenziale per dare visibilità ai retailers, raggiungere e interagire con i consumatori. Pagelever, Hootsuite e TweetStats sono solo alcuni esempi degli strumenti di analisi offerti dai social per monitorare costantemente il sentiment degli utenti.

I vostri buoni propositi per il 2018

Stando a questo quadro generale, i KPI confermano di essere la chiave di svolta per i retailers. La BI gioca un ruolo centrale in quanto è capace di identificare il problema nell’intera gestione dell’attività e di individuare le opportunità di miglioramento tenendo in considerazione i trend del mercato.

I vantaggi che si possono trarre da tutti questi strumenti di analisi non si limitano dunque soltanto al periodo del Natale. Se negli ultimi mesi dell’anno l’efficacia della BI emerge in maniera accattivante, il suo utilizzo costante e prolungato nel tempo la fa diventare quel quid che contraddistingue un retail di successo da un qualsiasi altro.
I KPI non sono soltanto l’ancora salvatrice dalle mancate performance o riparatrice delle perdite causate dalle svendite periodiche. Il controllo dell’andamento degli indici è un’attività proficua se svolta 365 giorni all’anno.
Partire da Natale per iniziare bene l’anno nuovo, ecco quale deve essere il vostro proposito per la fine di questo 2017.

Marketing DPT – Sinesy