Intelligenza artificiale e creatività nel marketing digitale

Giuliano Pellizzari -

Intelligenza artificiale nel marketing digitale

Quando osservo un modello di gestione delle attività di digital marketing, l’Intelligenza Artificiale è ormai sempre presente. La vedo attiva in area organizzativa, nelle principali scelte basate su cluster collaudati e in forte sviluppo in area relazionale.
Oggi riservata a pochi e domani mattina disponibile a tutti, l’Intelligenza Artificiale si sta inserendo a diversi livelli del marketing. Mentre la Cina sembra investire molto nello sviluppo dell’alimentazione elettrica per il futuro delle auto, gli USA ci danno la sensazione di voler puntare sul dominio dell’A.I., con i Big Player a far da padroni tra i Bot e i processori dedicati come il SoC A11 Bionic, già presente sui nuovi Smartphone.

Dove arriva l’intelligenza artificiale nel marketing?

Alcune App sono in grado di apportare interventi artistici alle nostre foto, di comprendere cosa stiamo fotografando, apportando piccoli accorgimenti estetici. Altri processori sono in grado di riconoscere e nominare i soggetti e gli oggetti di un filmato, descrivendo le azioni che stanno compiendo. A raccontarlo dieci anni fa, sarebbe stata fantascienza. Eppure già oggi nel marketing digitale e non solo, abbiamo la percezione che i mercati del futuro saranno dominati nelle scelte di comunicazione generate dall’A.I., interessata a massimizzare risultati ben pianificati a priori. Se così fosse (o sarà), a noi non resterebbe che il ruolo di creatori di messaggi.

La creatività nel marketing sopravviverà?

La tentazione di rispondere con una domanda: “Quale creatività?”
Dal latino “CREARE”, con la stessa radice sanscrita – vedica KAR (come la parola karma) fino al greco KRONOS, il padre di Giove e per terminare con la parola CORPO (fatto dal nulla), la creatitivà è la capacità (per alcuni il dono) di dare forma, generare dal nulla.
Creativo è un bimbo che unisce due parole e genera un neologismo senza rendersene conto. Creativo è un pubblicitario che riesce ancora a sorprendere generazioni avezze alla promozione di prodotto.
La creatività è oggi più che mai una espressione di intelligenza, nel senso etimologico del termine, della capacità di collegare le cose tra loro. In modo sensato. In modo sensato e interessante. In modo sensato, interessante e ironico. In modo tale da destare l’attenzione del cliente, farlo ragionare quel minimo da permettergli di comprendere l’altra faccia, quindi l’ironia, di ciò che ha appena letto, visto, ascoltato. O in ciò in cui è appena stato coinvolto.
Ironia e Coinvolgimento emotivo sono le due chiavi di lettura che richiedono una capacità delle quali per ora l’A.I. sembra essere priva: il vissuto emotivo, più noto come esperito. Possiamo raccontarle le emozioni, possiamo descriverle, non possiamo portala a viverle. Per ora.
Il coinvolgimento richiede una maggiore empatia e, al contrario di come possa suggerire il buonsenso, è maggiormente imitabile da un processore, in grado di apprendere che gli occhi di un neonato e un suo sorriso possono spostare emotivamente il nostro comportamento.
L’ironia chiede una capacità di interpretazione degli accadimenti, di lettura “diversa” dalla mera descrizione funzionale. Si tratta di un processo talmente complesso, che noi stessi fatichiamo a compierlo davanti agli accadimenti del nostro quotidiano. Difficile interpretare in chiave ironica il fatto di essere usciti di casa, aver dimenticato le chiavi dentro e l’ombrello, mentre scopriamo che fuori diluvia.
Difficile non cadere nel sarcastico, non scivolare sul comico, non rendere “poco interessante” la lettura di ciò che è accaduto. Immaginiamo di chiederlo a un processore. Diamogli tempo.
Al marketing digitale e non solo quello, resta questa porzione di creatività, di ironia nei confronti della vita. Oltre a qualche capacità innovativa cui per ora, l’A.I. può solo aspirare.
Mentre è probabile che anche a livello strategico, l’A.I. potrà essere un valido e in futuro, autonomo aiuto, già adesso è in grado di generare workflow nel customer relationship management, difficilmente le macchine più intelligenti, riusciranno a capirela sottile differenza tra ironia e altre figure retoriche. Come si dice, ironia della vita.