“I’m CEO, Bitch”

Digital Marketing

business card
I’m CEO, Bitch.
Poche parole, testo blu su fondo bianco e un collegamento immediato: Mark Zuckerberg.

In una business card di circa 8,5 centimetri per 5,5, che serve per trasmettere delle informazioni di contatto, si nasconde l’identità di una persona: il messaggio che si vuole comunicare e l’immagine di sé che si vuol far passare.
In questo caso si nota l’irriverenza, la freschezza di un giovane ragazzo che sa quello che ha progettato (un social network che sta per cambiare il mondo) e non teme nulla.

La potenza di un biglietto da visita sta nell’essere memorabile, esprimere personalità e
dare una ragione a chi lo riceve per tenerlo nel proprio portafogli o conservarlo nel caso possa essere utile in futuro.

Ora vi starete chiedendo quali sono i trucchi (e non regole, in quanto queste sono fatte per essere infrante) per progettare una business card che faccia esclamare al cliente “è proprio come lo desideravo”.

La domanda che dovete porre è: come vuole essere presentato al mondo?
Moderno, Irriverente, Professionale, Affidabile, Talentoso, Fresco, Giovane, Esperto, Disponibile, Tecnologico, Artigianale, Artistico, Tecnico, Vivace, Serioso…
Tutto questo può essere espresso con un ritaglio di carta?

Ora arriva la parte divertente: far comprendere che ogni scelta stilistica deve essere indirizzata al raggiungimento dell’aggettivo concordato.
La scelta dei colori;
Del carattere tipografico;
L’uso dello spazio;
L’originalità data dalle dimensioni (orizzontale, verticale, quadrato, basic o… diverso?) o dal materiale (la componente tattile è importante quanto quella visiva).

Colore con carattere

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L’uso dei colori va strutturato scegliendo le giuste combinazioni che non compromettano la leggibilità ed esaltino il biglietto dandone la giusta personalità. Se il nostro cliente sceglie il rosso ma vuole esprimere pace e tranquillità gli si deve spiegare che sta percorrendo un sentiero impervio. In ogni paese i colori hanno diversi significati, ma si possono comunque seguire dei suggerimenti base della psicologia del colore per indirizzare il cliente nella via più sicura e lontana da incomprensioni.

Stampa e luminosità

business card 1
È essenziale spiegare al cliente che il modello colori usato dalle comuni stampanti è il CMYK, che è minore rispetto a quella RGB solitamente usato per l’elaborazione di immagini in schermi, monitor o tv; specialmente nelle tonalità brillanti, fluo e metalliche il rendimento cartaceo sarà sempre inferiore rispetto a quello visualizzato nella email che gli avete inviato.
La loro luminosità e potenza andrà sempre verificata con delle prove di stampa o con la scelta di colori pantone.

Detto in parole povere deve capire che RGB gestisce moltissimi colori che non esistono in CMYK: una conversione di un’immagine da RGB a CMYK, in presenza di determinati colori, dà un risultato di stampa normalmente più spento, le tonalità di colore su monitor cambiano notevolmente rispetto al risultato finale.
Quindi il segreto sta nel ricordare loro che: lo schermo emette luce, la carta NO.

Testo e personalità

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La scelta del font può influire notevolmente sulla resa delle informazioni, ma non possiamo scrivere in Comics Sans “onoranze funebri” perché ci hanno chiesto una resa più leggera della loro attività.
Il carattere giusto può dare un senso di modernità e smorzare i toni anche a lavori seriosi senza l’utilizzo di colori particolari.

Spazio e materiali

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“Il mio nome basta e avanza” o “Dovresti conoscermi meglio”?
La quantità di informazioni che diamo a disposizione già dicono molto di noi ma la loro disposizione può dare ulteriori feedback.
Il buon uso dello spazio e l’organizzazione del testo possono rendere più usabile il biglietto da visita, che al contrario se disordinato o di dimensioni proibitive (testo con caratteri illeggibili) può diventare una cattiva pubblicità. La stessa base su cui sono stampati può cambiare radicalmente l’immagine che vogliamo dare.
business card 4
È molto importante quindi non arrendersi alle prime ferme e (alcune volte) folli richieste del cliente ma convincerlo di quale sia la soluzione migliore per lui e formarlo allo stesso tempo.
Educare il nostro utente finale è la strategia vincente per ottimizzare il processo di progettazione grafica e renderlo un cliente soddisfatto e fiero del suo biglietto da visita.

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