Realtà virtuale

Caterina Toffolo -

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Abstract

È uno scenario tridimensionale generato dal computer in cui gli utenti interagiscono tra loro e con l’ambiente come se fossero realmente al suo interno.

Definizione

La realtà virtuale è una realtà simulata con la quale l’uomo può interagire attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici (occhiali, caschi, guanti, sensori…).
Essa permette a chi ne fa uso di immergersi in un ambiente reale simulato permettendogli l’interazione con gli oggetti circostanti, dando l’impressione di trovarsi realmente in quell’ambiente.

La realtà virtuale viene sperimentata per la prima volta nel 1962 con il Sensorama, una sorta di cinema che mirava a coinvolgere tutti i cinque sensi. Ma la moderna realtà virtuale diventa tale solamente con l’avvento del computer e della possibilità di creare paesaggi tridimensionali volti ad aumentare il realismo della scena.

La realtà virtuale immersiva (un ambiente che circonda l’utente) si serve di alcune periferiche:
visore: un casco o degli occhiali che annullano il mondo reale dalla visuale dell’utente e contenenti     sistemi    per rilevare i movimenti.
auricolari: per trasferire i suoni.
guanti: utilizzati per impartire comandi e per i movimenti.
cybertuta: rileva e scansiona il corpo dell’utente per trasferirlo nella realtà virtuale.

Diversa è la realtà virtuale non immersiva che consiste nel semplice uso di un monitor che funge da finestra sul mondo tridimensionale.

Questa realtà simulata permette inoltre l’interazione di più persone che si muovono all’interno di un unico ambiente virtuale. Ciò accade in “mondi virtuali” presenti su Internet che permettono a utenti anche molto distanti tra loro di “incontrarsi” e interagire.

Riferimenti

https://it.wikipedia.org/wiki/Realt%C3%A0_virtuale

http://www.treccani.it/enciclopedia/realta-virtuale/

Marketing DPT – Sinesy
Le mie passioni più grandi? Il pattinaggio artistico, la scrittura e il cinema. Credo nell’importanza della comunicazione: che sia con un paio di pattini ai piedi o con il potere delle parole, il mio desiderio è lasciare un’emozione, e ricevere altrettanto. “So di non sapere” e che non si smette mai di imparare. Per questo sono alla continua ricerca di un di più. Perché non si è mai troppo, non si è mai abbastanza.

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