Generazione Z: prospettive sul negozio del futuro

Caterina Toffolo -

Generazione Z

Quante volte avete sentito parlare di Millennials? La generazione Social e digital per eccellenza; punto di riferimento per il Brand che vuole stare al passo coi tempi. Ecco, avete presente? Ora visualizzatela e…dimenticatevela! Ebbene sì, i Millennials sono ormai acqua passata per quei retailer che hanno sempre un piede nel futuro più che nel presente. (Da Millennials quale sono, dopo questo articolo rischierò di scoppiare in una crisi di mezza età, ve lo dico!). Scherzi a parte, non prendetemi troppo sul serio: i Millennials sono ancora fulcro del retail. Ma si guarda già avanti, perché per chi studia i diversi comportamenti d’acquisto e dove tenderà il futuro del negozio fisico, si parla già di generazione Z.

Piacere, generazione Z

La generazione Z, o Post-Millennials, comprende e centra a pieno i nativi digitali, quelli nati dal 1995 al 2010 per intenderci. Già da piccolissimi, questi super tecnologici usufruiscono di diversi devices e di Internet. Essi utilizzano la tecnologia quotidianamente per comunicare e cercare informazioni. Secondo la società di consulenza Sparks and Honey, nel 2014 il 41% degli adolescenti spendeva più di tre ore al giorno al computer per scopi non legati alla cultura scolastica.

Think with Google ci dà alcuni dati recenti sui devices più utilizzati dalla generazione Z:

  • il 78% usa lo smartphone
  • il 69% il PC portatile
  • il 58% il tablet

Lo smartphone si riconferma, per adulti e per piccini, il migliore amico tecnologico dell’uomo. Ma non è tutto: alcuni dati ci dicono che una percentuale della nuova generazione usa per più di tre ore al giorno lo smartphone per:

  • guardare video online (71%)
  • usare app di messaggistica (52%)
  • navigare sui Social Network (51%)

Questi piccoli “tecnomani” sono ancora più abituati rispetto ai Millennials a confrontarsi con il mondo tramite la patina del digital, e tra i pro e i contro di questa realtà noi ci chiediamo…

…come acquisterà la generazione Z?

È inevitabile che, permeati dal digitale, i giovani shoppers siano anche i più inclini a fare acquisti su Internet: per lo Shopping online si prospettano particolarmente proficui i tanto amati Social Network (Facebook, Snapchat, Instagram…). Gli adolescenti trascorrono lì gran parte del tempo e li usano per cercare Trend, ispirarsi alle nuove mode e prendere decisioni d’acquisto. A catturare la loro attenzione sono i video e le immagini; che magari mostrino vari abbinamenti collegati a diversi stati d’animo, tendenze, modi d’essere. Al giorno d’oggi più che mai si cerca appartenenza e un modo per esprimere il proprio “io”.

Per il retailer che vuole stare al passo è impensabile non comprendere una strategia social adeguata, tramite video in diretta (le cosiddette “stories”) che raccontino i capi di tendenza appena arrivati in negozio, foto e post che raccontano e attirano l’attenzione.
Inoltre la generazione Z, a differenza dei loro predecessori, sembra farsi meno problemi a interpellare il servizio d’assistenza clienti per dubbi e consigli.

Il negozio fisico non perde il trono

Niente paura! Accenture ha intervistato 10.000 giovani “Z” rilevando che più del 60% preferisce ancora il negozio fisico come canale di shopping. La relazione umana e il poter toccare con mano la merce è senza dubbio la carta che ogni retailer deve sfoggiare e valorizzare. Ma egli non deve dimenticarsi il jolly del digitale, un valido alleato che può fargli vincere la partita! In questa sfida moderna sta al retailer giostrarsi una palla che balza continuamente tra il canale fisico e digitale. Ciò che conta è mantenere sempre una relazione personale col cliente, che assecondi i suoi interessi e le sue abitudini d’acquisto (al 70% dei giovani intervistati piacerebbe trovare un canale fashion che offra loro proposte pensate apposta per loro).

Ecco che l’omnicanalità risulta essere ancora una volta la chiave che apre tutte le porte che si frappongono tra retailer e cliente, offrendo una shopping experience completa, mirata e soddisfacente.
Il digitale è un’arma che non ferisce il retail ma, se usata con intelligenza, lo supporta; perché non usarla?